I said…
MUST
Gli eventi di aprile 2006 a cui non potrete assolutamente mancare?
-sìncopa: 5 Aprile, Barcellona (spagna)
-adam green: 6 aprile, milano
-mojomatics: 14 aprile @ latte+, brescia
-one dimentional man: 22 aprile @ motion, zingonia (BG)
-hot gossip: 24 aprile @ freemuzik, brescia
-baustelle: 29 aprile @ auditorium piazza della libertà , bergamo
Hyum!!!!
sabato 25 marzo
c/o “il dito e la luna”
@ rovato (bs)
CLOVER
concerto acustico
venite anche voi a vedere i MOJOMATICS??

SUONANO GIOVEDì 16 AL TRANSILVANIA DI MILANO….
DAIIIIIIIIIIIII CHE CI DIVERTIAMO!!!
Riferimenti: LINK
me-myself and i…ovvero KECCEFACCIOIOINTV
per tutti quelli che sono curiosi di sapere cosa fa in tv una come me, è stato aperto un apposito blog:
www.laclasseintv.blogspot.com
lo trovate nei link…è il blog del programma a cui lavoro…per ora è solo “attivo”, magari aspettate una settimana, poi dateci dentro con i commenti…penso che per un pò mi trasferirò la!!!
baci a tutti!
Riferimenti: il blog de "la classe non è acqua"
U better give me something to fill the hole (maybe, not novocaine)

La Domenica pomeriggio è sempre terribilmente difficile per me. Ho uno spirito un po? giapponese: se non lavoro sto male.
E poi, come disse saggiamente leonard nel suo gioco preferito, chi studia ha bisogno di compensare con attività manuale.
Alors, penso che andrò a sfasciare una valigia o a dipingere una parete.
Anche se avrei solo voglia di leggermi un libro sciallata sul divano, ascoltando un buon vinile.
Preferibilmente, un regalo del mio amore: fun house degli stooges o il primo dei clash.
Adoro i vinili. Anche quando non andavano di moda. (Maledetti indie, avete vampirizzato i miei gusti facendone fashionose mode milanesi.. mò, come faccio ad essere alternativa??)
Questa sera conoscerò nuovo fidanzato della Cher: un rasta, fervente rastafano. Il primo rasta credente che incontro. La cosa ha del paradossale: una cattolica iper- conservatrice con un cannaiolo convinto. Sarà divertente!!
Amore, te lo comunico ufficialmente qui: la visione di Monsieur Ibrahim ed i fiori del corano?è nuovamente rimandata!! ?x me c?hanno fatto il malocchio su quel vhs? sono tre mesi che tentiamo di vederlo, ma, alla fine, c?è sempre qualcosa che ci distrae? e pensare che il film è promettentissimo!!
Comunque? mio fratello oggi è uscito con la sua fidanzatina. Si è anke messo i calzini puliti: si vede che è una cosa seria. E? difficile avere un fratello figo. Io alla sua età avevo i brufoli ed ero cicciotella?non mi pare giusto!!
Inizio a lavorare in tv. Un programma in prima serata su un?emittente locale?un programma per i giovani fatto da giovani? l?idea è carina?speriamo che riesca bene!
Ieri ho visto ?la fabbrica di cioccolata??è bellissimo?ma adesso ho disperatamente voglia di cioccolata?invece sono a dieta?! Ke novità!! SIAMO DONNE?
bologna linguistica
Gli anni ’70 a Bologna: tra ricerca linguistica e mao-dadaismo
di Elena Perletti
Gianni Celati, nato a Sondrio nel 1937, esordì come scrittore nel ?70 con ?Comiche?.
In questo romanzo, come nei successivi (Le avventure di Guizzardi” del ’72 e “La banda dei sospiri” del ’76) Celati compie una ricerca linguistica molto accurata, per certi versi simile a quella attuata da Pasolini per “Ragazzi di vita”. Con l’ausilio di temi scritti da studenti italiani delle scuole medie inferiori, Celati ricostruisce un italiano che potremmo definire “popolare” e lo utilizza nel testo, creando, così, una scittura assolutamente mimetica rispetto al parlato dei ceti inferiori.
L’italiano usato da Celati abolisce ogni grammaticità, a favore di una schizofrenia linguistica pressochè totale: nelle pagine dei suoi libri si susseguono anacoluti, ripetizioni, neologismi e termini dialettali; il narratore spesso si arresta, come se cercasse nel lettore un interlocutore in grado si sostenerlo in momenti di massima incertezza.
Nel ?73, Celati cominciò ad insegnare al DAMS di Bologna. I suoi corsi di Inglese erano decisamente anticonformisti: all’interno di questi, si analizzavano scrittori “minori” come Lewis Carroll ed Edward Lear; si parlava del rock dei Jefferson Airplane e della poeticità dei Beatles, nonchè del nascente movimento punk.
Nel gennaio 1976 nacque, attorno al DAMS, ?A/traverso?, una rivista a cui collaboravano vari allievi di Celati (su tutti, Andrea Pazienza).
?A/traverso? era un ?foglio di agitazione culturale? su cui artisti e grafici potevano esprimere la propria creatività e le proprie idee, senza regole o filtri.
Dopo accanite discussioni, la redazione di ?A/traverso? diede alla luce, nel febbraio dello stesso anno, Radio Alice (dal nome della famosa eroina di Carroll, che tanto affascinava Celati).
Radio Alice era una radio libera, gestita da un collettivo (formato da studenti, ex-sessantottini, fumettisti, musicisti, grafici, poeti, artisti di strada, comici…) e trasmessa in FM da un appartamento nel centro di Bologna. A causa degli strumenti di fortuna utilizzati dai ?tecnici?, il segnale arrivava a malapena a coprire tutta la città.
La radio si proponeva di essere un luogo di controinformazione (o di libera informazione) e di riflessione linguistico- poetica. Inoltre, preponderante era l?anima ?demenziale?: gli allievi di Celati (presenti anche in questo progetto, come Stefano Cavedoni e Roberto Antoni), dopo aver raccolto gli insegnamenti del maestro, cominciavano a diffonderli.
Il collettivo che si originò intorno alla radio si autodefinì ?mao- dadaista?; si mostrò decisamente attratto dall?arte POP (negli anni successivi, furono numerosi i contatti con J.-M. Basquiat e K. Haring, ?prodotti? per eccellenza del POP) ; sviluppò una personale linea politica, lontana da quelle di partito.
I ragazzi di Radio Alice miravano a sbalordire, a sconvolgere e a far divertire l?opinione pubblica: vennero inviati ai giornali sconclusionati comunicati stampa
scritti su rotoli di carta igienica, vennero inventati slogan ridicoli da urlare nelle manifestazioni (ex. ?Se il costo della carne aumenta/ mangiamo Agnelli con la polenta!?), vennero composti manifesti artistici da appendere per le vie di Bologna.
La fine del ?76 vide Radio Alice concentrarsi soprattutto sulla riflessione linguistica. I ragazzi di Radio Alice, grazie ai loro contatti con personalità quali Roland Barthes, Feliz Guattari e Jean Baudrillard svilupparono nuove idee e teorie, in seguito divenute celebri. Lo slogan lanciato dalla radio fu ? La realtà trasforma il linguaggio, il linguaggio trasforma la realtà?. Operando su questa linea (già sondata, in passato, da Calvino), i ragazzi scoprirono la potenza dell?ironia e della dissacrazione come mezzi per contrastare il linguaggio delle istituzioni, il grigiore e la monotonia.
Franco “Bifo” Berardi, il “teorico” per eccellenza del movimento bolognese, perseguì con forza questa teoria. Il nostro modo di parlare può condizionare la realtà in cui viviamo: poichè le interazioni umane si basano essenzialmente sul linguaggio, intervenendo su di esso possiamo modificare il rapporto con chi ci circonda, cioè, possiamo cambiare la realtà.
L’idea che le parole potesero cambiare il mondo divenne l’anthemn che guidò un’intera generazione di artisti. In particolare, a Bologna nacquero gli Skiantos, un gruppo musicale che univa le idee del Movimento bolognese a quelle del Punk londinese. Essi, infatti, rappresentarono l’anello di congiunzione tra il motto “anyone can do it” e la ricerca linguistico- intellettuale dei ragazzi di Radio Alice.
Gli Skiantos erano guidati da Roberto Antoni e Stefano Cavedoni (in arte, Freak Antoni e Spinsi Sbarbo) . I due conoscevano molto bene Celati e le sue idee: oltre a frequentare i suoi corsi al DAMS, avevano collaborato con lui per organizzare vari happenings.
Antoni era particolarmente interessato alle idee di Celati circa la comicità, tanto da pensare a una loro possibile trasposizione musicale.
Inoltre, gli Skiantos intendevano opporsi, con le loro canzoni, ai due generi di moda in Italia negli anni ?70: la disco-dance (commerciale e vuota) e la musica dei cantautori (eccessivamente seria ed impegnata).
Antoni e gli altri membri del gruppo, al contrario coniugarono l?impegno politico- sociale e le tendenze comico-artistiche dando vita ad un progetto estremamente interessante.
Nacque, così, il genere ?demenziale?: gli Skiantos unirono la potenza del punk a liriche insensate, con un effetto decisamente comico.
Il loro stile molto particolare li rese famosi sia in Italia che all?estero (Bob Dylan si è dichiarato più volte un loro fan).
I testi degli Skiantos denotano una conoscenza approfondita delle tematiche trattate da Celati nei suoi testi. In particolare, gli Skiantos recuperarono l?uso di una lingua estremamente ?bassa?, inserendo nelle canzoni anche lo ?slang? parlato dai giovani dell?epoca.
Il gruppo, inoltre, rivoluzionò il rapporto tra il pubblico e gli artisti: per scuotere dalla passività chi assisteva ai loro concerti (creando così una interazione vera e propria e non una paradossale “interazione quasi mediata”), gli Skiantos tiravano oggetti sul pubblico e lo provocavano in vari modi con lo scopo di ottenere reazioni più o meno decise.
Purtroppo, la sanguinosa conclusione delle rivolte studentesche del ’77 mise forzatamente fine questo periodo felice e denso di eventi. La morte di Franceso Lorusso, uno studente militante di Lotta continua; la chiusura di Radio Alice da parte delle forze dell’ordine; lo sfaldamento della scena musicale underground provocarono la dispersione dei giovani creativi del Movimento.
Negli anni seguenti, non si sono più ripresentate le condizioni favorevoli a ricreare un gruppo di competenza e inventiva pari a quello che Celati radunò intorno a sè negli anni ’70. Restano i testi ed i dischi prodotti in quel periodo, a testimoniare l’altissimo livello del lavoro svolto attorno a Radio Alice e al Movimento.
"zut" commentò saggiamente il saggio

firulì, firulà….mis ono ricordata la password!!!!!!!
pensavo di averla persa…





